copertina
Phobia
di Marco Pezza

 
In sintesi
In quale migliore location poteva essere ambientato Phobia se non la Milano dei palazzi, delle strade e dei Navigli, la Milano delle luci della ribalta e delle periferie anonime, la Milano della nebbia grigia e quella brulicante di vita? La scrittura è frizzante, gli ingredienti ci sono tutti: il disturbo ossessivo compulsivo che caratterizza l’efferata mano omicida del killer, un commissario con la sigaretta penzoloni dalle labbra (in perfetto stile noir), il fedele assistente profiler di origine statunitense, il colpo di scena che fa capolino dietro l’angolo e che fa decollare la storia, rendendo il lettore coinvolto emotivamente e partecipe a pieno titolo nelle indagini poliziesche che assumono sempre di più una vera e propria lotta contro il tempo (dalla prefazione di Alessandro Ciampi).
Sull' autore
In quale migliore location poteva essere ambientato Phobia se non la Milano dei palazzi, delle strade e dei Navigli, la Milano delle luci della ribalta e delle periferie anonime, la Milano della nebbia grigia e quella brulicante di vita? La scrittura è frizzante, gli ingredienti ci sono tutti: il disturbo ossessivo compulsivo che caratterizza l’efferata mano omicida del killer, un commissario con la sigaretta penzoloni dalle labbra (in perfetto stile noir), il fedele assistente profiler di origine statunitense, il colpo di scena che fa capolino dietro l’angolo e che fa decollare la storia, rendendo il lettore coinvolto emotivamente e partecipe a pieno titolo nelle indagini poliziesche che assumono sempre di più una vera e propria lotta contro il tempo (dalla prefazione di Alessandro Ciampi).

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