volume danze trentine
Danze Trentine
di a cura di Attilio Gasperotti e Stefano Masera
Pagine: 64
Corpo carattere: 12
ISBN: 978-88-97546-05-4

    Libro stampato €15,00
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In sintesi

Libro con spartiti musicali e passi di danza associati.

Presentazione del gruppo Ballo Lagaro: il gruppo «Ballo Lagaro» nasce come la naturale evoluzione di percorsi personali nell’ambito della musica e della danza popolare. Le persone coinvolte in questa esperienza sono musicisti di provata esperienza, danzatori ed insegnanti di danze popolari e giovani che hanno svolto formazione sia come musicisti che come danzatori. Queste diverse esperienze dei partecipanti sono confluite in un unico progetto indirizzato alla cultura del ballo popolare trentino. Il progetto comincia a delinearsi fin dal 2007, quando in occasione di una trasferta in Ungheria un gruppo di musicisti e danzatori partecipa al Festival «Art of Valley» proponendo alla comunità locale (Nagyvazsony) un repertorio di danze popolari. L’esperienza si ripete negli anni successivi e il gruppo porta al Festival in Ungheria dapprima un repertorio di danze internazionali, poi di danze italiane; e infine un repertorio di danze trentine ed italiane, il medesimo programma è stato proposto in Bosnia al Festival Internazionale «VI Kozarski Etno 2010» di Banja L uka. Il gruppo si è sempre mosso nel principio di un gruppo di danzatori che ballano su una musica eseguita dal vivo da un gruppo strumentale composto da violini, clarinetti, flauti, chitarre, contrabbasso, percussioni, zampogna, nell’idea che la ragione della musica popolare da ballo stia nell’essere creata nel momento stesso in cui si balla. Si sottolinea inoltre che la maggioranza delle persone coinvolte sono pratiche sia dell’una che dell’altra arte, arrivando in specifiche occasioni a scambiarsi i ruoli. Il gruppo «Ballo Lagaro» usa un costume creato ad hoc, i riferimenti per poterlo disegnare sono stati i preziosi acquerelli di Carl von Lutterotti risalenti agli inizi del 1800. La finalità del gruppo Ballo Lagaro è quella di studiare la realtà della musica e della danza trentina, riscoprirne i valori più significativi cercando di valorizzarli attraverso una nuova lettura. Si va inoltre a studiare le fonti più antiche per cercare di capire quali siano le radici in cui affonda la nostra cultura della danza popolare. Il lavoro del gruppo viene concepito nell’ottica di elaborare una proposta che possa essere definita Trentina alla lettera, ossia che possa cogliere da tutta la vastità del territorio gli elementi comuni per utilizzarli nelle esibizioni in tutto il mondo. La proposta del gruppo viene elaborata osservando la realtà attuale, studiando il repertorio e consultando le fonti antiche che parlano di ballo. Il gruppo oltre ad esibirsi fa anche un lavoro di promozione della danza trentina andando ad insegnare le proprie danze fuori dai confini della Provincia, oppure facendo delle animazioni dove le danze trentine più semplici vengono insegnate ai presenti che vengono poi coinvolti nel ballo. Attilio Gasperotti

Introduzione: Questa raccolta di danze trentine nasce dopo un lungo percorso che ho svolto nel campo delle danze popolari. Ho cominciato a studiare danze popolari 20 anni fa, e l’ho fatto imparando una danza greca e una danza statunitense. Sono entrato così in contatto con due modi molto diversi di danzare: la danza greca si eseguiva in cerchio tenendosi per mano, la danza statunitense (la celebre Virginia Reel) è una danza con set di 4 coppie e progressione. Sono due modi di intendere la danza popolare che sono quasi in antitesi, ma hanno in comune la capacità di esprimere i tratti salienti di un’etnia proprio perché si tratta di musica e ballo generati dal popolo. La specificità del ballo e della musica popolare è proprio quella di nascere dalla gente, da un popolo, da un luogo e da una storia. La gente di quel luogo la pratica secondo il suo sentire specifico, dato dal clima, dalla conformazione geografica, dalla fisicità delle persone, da tutti quegli elementi che si abbinano nel connubio musica-danza dando origine ad un prodotto specifico. Il musicista popolare spesso non è democratico: lui esegue quella musica che gli riesce bene in base al suo sentire e al successo che riscuote nella folla. Il musicista popolare rifugge dalle musiche che non gli riescono, perché sa che sarebbero motivo di insuccesso. Ecco perché quando si parla di repertori popolari si parla di musica che rappresenta la cifra stilistica di una popolazione, perché essa è stata filtrata da decenni di prove. Io, che ho sempre frequentato l’ambiente classico, sono stato colpito da tale ricchezza, una ricchezza che non viene non dall’abbondanza di risorse musicali (come ad esempio la ricchezza di un’orchestra sinfonica), ma dalla veridicità della proposta. In questi 20 anni ho avuto modo di ballare danze popolari di tutto il mondo, ed ho ammirato il lavoro degli insegnanti di danze perché ho visto in loro la capacità di proporre splendide musiche della tradizione che si abbinano perfettamente ai giusti passi di danza. Ho scoperto negli anni che l’attività del ballo popolare è diffusa in tutto il nostro continente con delle caratteristiche specifiche ma simili tra di loro, abbiamo il ballo di coppia, il più diffuso nella zona Ovest dell’Europa, e abbiamo la danza in cerchio o in semicerchio, più diffusa nella zona Est dell’Europa. Abbiamo tradizioni di ballo popolare che sono rimaste quasi intatte, vedi nei paesi dell’Europa dell’Est, dove la chiusura al mondo occidentale ha portato al mantenimento delle tradizioni (salvandosi così dalla colonizzazione commerciale operata dalla musica pop-rock) e parimenti tradizioni che sono state rinnovate da un fitto pullulare di gruppi musicali appassionati e innovatori, come accade in Francia, Irlanda, nelle valli occitane, nel Salento. Dopo aver visto tutti questi contesti e aver affrontato tanti diversi repertori mi è venuta la curiosità di capire a che punto fosse il settore della musica e della danza popolare in Trentino, per questo ho svolto una piccola indagine per vedere cosa facessero i gruppi folk, e quali fossero le musiche e le coreografie che propongono. Ne è emerso un panorama interessante, con una ricchezza musicale e coreutica, documentata in varie pubblicazioni a cura di ricercatori locali che hanno ben catalogato l’esistente. Quello che ho dedotto da questa ricerca è che in Trentino è presente una tradizione della danza Folk, più che di danza popolare alla lettera. Il ballo Folk nasce dal ballo popolare ma ne diventa presto una versione che guarda più al piacere dell’esibizione che al piacere del ballo per se stesso, il Folk a volte lascia il piacere della piccola festa paesana dove tutti ballano in cambio di una funzione di spettacolo per feste o ricorrenze. Il ballo Folk è senz’altro un ottimo veicolo per portare al mondo usi e costumi di un determinato popolo, ma se perde l’aggancio con la pratica popolare rischia di diventare un’esibizione che si slega dalla realtà. In Bretagna, nel Salento, nelle Valli Occitane, nella 4 province, nei Paesi dell’Europa dell’Est (solo per citare alcune zone), la tradizione viene conservata attraverso la pratica del «popolo», ossia tutti possono inserirsi nella danza e ballare insieme con chi già conosce il ballo, la cui coreografia è di solito piuttosto semplice. È facile inserirsi nel ballo di una Bourrèe, di un An Dro, di una Courenta, di una Monferrina, di una Pizzica, di una Hora, basta appena appena sapere muovere un po’ i piedi. Ed ecco che questa ricerca cerca di fare un piccolo passo verso una nuova cultura di danza popolare nel Trentino: dalla ricerca delle informazioni per riuscire a recuperare degli elementi stilistici comuni a tutta la zona del Trentino, in modo da poter valorizzare musiche e danze e fare opera di diffusione sia sul territorio che altrove. Per ottenere questo obiettivo ho trascritto le danze, poi le abbiamo suonate, quindi ho trascritto le coreografie e le abbiamo eseguite, ed ora speriamo che più persone possibili abbiano il piacere di ballarle. Stefano Masera

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